
Siamo vivi o siamo dentro una parodia di vita ? chi e' che oggi si chiede che
senso ha tutto cio' che facciamo, da quando ci alziamo la mattina presto a
quando spegnamo la luce per interrompere finalmente la nostra ansia
del vivere quotidiano ?
il tempo ci divora, ci corrode, l'ansia del devo fare ottenebra le nostre menti
e non ci da' modo di riflettere sul cosa siamo e su come mai ci troviamo all'interno
di questo recipiente pieno di follia e di contraddizioni che e' la vita.
Eppure questa e' l'esistenza che si prospetta per noi su questo pianeta, su Gaia.
E' la vita che percepiamo come un destino gia' scritto fin dal nostro primo vagito,
e' il modello, il paradigma che ci viene trasmesso da chi ci mette al mondo e da
tutti coloro che ci circondano, come ad ammonirci : si, vieni ed entra in questo
mondo , ma il tuo destino e' lottare, soffrire e competere con qualcuno , se vuoi
sopravvivere .... il tuo karma, la tua missione e' l'iterazione eterna delle nostre
conoscenze, dei nostri principi, della nostra religione, di tutto cio' che finora
ci ha consentito di vivere decentemente su questo pianeta ... non cambiare,
non procedere su strade ignote, finirai male!
Ci diranno, appena rinasceremo : fai sempre cio' che ti sembra giusto, ma ascolta
sempre quelli piu' esperti e piu' in alto di te, loro sanno guidarti, loro sanno
cio' che e' giusto e cio' che e' sbagliato, ascoltali.
Ma se qualche volta ci fermiamo, e proviamo a spegnere la mente e i condizionamenti
che ci hanno instillato e di cui oramai non possiamo fare a meno, come una
dose di droga pesante, che ci succede ?
Una piccola voce, flebile, sottile, quasi inudibile, si fa largo tra il frastuono
della nostra alienante esistenza ed inizia a parlarci : e' una voce timida, ha
paura di disturbarci, di annoiare la nostra turbolenta ed infelice esistenza,
perche' sa che siamo talmente storditi che le sue parole sarebbero male comprese.
Essa arriva in punta di piedi, con lieve delicatezza e spera di trovare un pertugio,
un varco in cui la nostra comprensione si fa aperta e l'ascolto si fa
finalmente attento e vigile.
Con infinito amore allora inizia a parlare e finche' il varco e' aperto non smette,
tesse una paziente tela di informazioni che vogliono risvegliare il nostro IO
piu' profondo, la nostra vera Essenza, sempre presente, mai morta, solo offuscata,
per nostra volonta' precisa.
Ci parla, e spera in un dialogo, in una nostra reazione, spera che il varco
dimensionale duri abbastanza a lungo per poter rendere piu' efficace possibile
la sua opera di Risveglio.
E' questa la Consapevolezza di cui parlano guru, santoni, religioni, predicatori,
imbonitori piu' o meno in buona fede : tutti sappiamo che e' l'ascolto di se'
il segreto, la via verso la scoperta del Divino, e in certi sprazzi di lucidita'
ci crediamo pure e tentiamo di applicarla.
Ma falliamo ...... perche' ? il fallimento nasce dal tentativo di trovare la
Ricetta, la Via, il Metodo per arrivare a scoprire Dio: e siccome non riusciamo,
ci convinciamo che applicando regole, dogmi e schemi placheremo la nostra
immensa sete di Amore.
E sbagliamo, e ci arrabbiamo, e crediamo che la colpa sia degli altri, del sistema
che ci ha fornito le regole.
Ma solo quando capiremo che la sacralita' della vita non e'
nel conoscere ma nel sentire, avremo tutto cio' di cui abbiamo bisogno.
Sacro non e' il tempio dove preghiamo, Sacro e' il cucchiaino che immergiamo nello
yogurt che mangiamo tutte le mattine, Sacro e' grattarsi la testa mentre cerchiamo
di capire un'equazione, Sacro e' guardare una lucertola che si crogiola al sole,
ed ogni cosa che facciamo con PRESENZA.
Nessun metodo te lo puo' spiegare, lo puoi solo vivere.
Vivi, sintonizzati sui 999.99 mhz della radio della tua anima, spegni tutti gli
altri rumori di fondo e vivi.
E basta.
Con la massima semplicita' che ti concede il tempo corrente.
Con il massimo Amore che riesci ad esprimere.
Ti diranno che non fai abbastanza.
Non credergli.
Non credere ad una sola parola a chi ti dice cosa devi fare.
Tu sei l'Alfa e l'Omega.
E niente altro.