La Pandemia e la divisione della popolazione in gruppi separati

Cattiveria da ponteponente

Stefano Cozzagliodi Stefano Cozzaglio

 

Ormai da molti mesi ci troviamo a dover convivere con questo nuovo virus detto Covid 19, ma contrariamente ad altre emergenze sanitarie sviluppatesi in tempi passati, pare che ci sia quasi una volontà di non risolvere il problema .  Indubbiamente la questione si è allargata a livello mondiale , ma nello stesso tempo molte  variabili si sono inserite complicando la lettura del fenomeno.

In Europa il problema è stato percepito in tutta la sua dimensione tra dicembre 2019 e gennaio 2020. Essendo una situazione straordinaria o almeno fatta credere tale, i corrispondenti provvedimenti sia sanitari che economici sono stati completamente inadeguati e guidati da certezze che si sono poi rivelate assolutamente errate.

A parte gli errori metodologici, già segnalati e mai ascoltati dall’informazione di regime, ci si è affidati per la risoluzione del problema all’esclusivo utilizzo di farmaci sperimentali senza dare i necessari dati sulla loro composizione  e sulle loro controindicazioni a breve, medio  e lungo termine. 

Pfizer labSolo come nota voglio segnalare che sul medicinale fornito da Pfizer i dati completi ci arriveranno nel 2076 ossia il tempo necessario per potere trascrivere e registrare anche tutti i possibili effetti indesiderati a lungo termine .      Parallelamente si sono ignorate altre tipologie di cure come quelle domiciliari che, utilizzate precocemente, riescono ad ottenere effetti positivi in tempi più brevi scaricando così la pressione dalle strutture pubbliche.

Quindi in seguito a questa determinazione ufficiale di affidarsi ai medicinali, impropriamente detti vaccini si sono creati il gruppo dei vaccinati e quello dei non vaccinati.

Ma la situazione è molto più complessa di come l’ho descritta.

Il numero dei non vaccinati si riduce se qualcuno di questi accetta il medicinale proposto, ma nello stesso tempo può anche aumentare in quanto le continue variazioni degli effetti indotti si susseguono a ritmo incalzante.

All’inizio avevano detto che sarebbe bastata una sola somministrazione, poi queste sono diventate due.

In seguito il numero ha cominciato a crescere ( dello stesso prodotto o no ? ) arrivando a tre o forse quattro. Perché ?  Il virus varia nel tempo ed in seguito all’intensificarsi dei cicli vaccinali ed in più varia anche la capacità di reazione del medicinale stesso. Così si stanno creando sotto gruppi di vaccinati diversi secondo il numero delle inoculazioni.

In più si è anche accertato che il medicinale non impedisce il contagio, ma rende solo la sintomatologia più leggera al punto che trascorso un certo periodo dopo la vaccinazione gli effetti si possono equiparare alle difese naturali dei non vaccinati.

A questo proposito bisogna citare quello che capita in Russia dove i vaccinati in percentuale sono molti meno che in Italia, ma non fidandosi delle informazioni ufficiali ( perché non sono creduloni come gli italiani ) non aderiscono alla campagna sanitaria mentre il loro governo ( che non è come il nostro ) non obbliga ancora a farlo 

A questo punto non varrebbe la pena di analizzare con calma i casi di maggiore necessità di intervento e diminuire di conseguenza il numero delle inoculazioni ?   

Secondo il gruppo nel quale ci si ritrova cambiano anche i comportamenti verso le informazioni che si vengono a conoscere.

La persona che ha ricevuto la sua dose di medicinale tende di base a credere nella buona fede delle azioni governative anche se queste certezze sono state messe in dubbio nel tempo dalla necessità della ripetizione delle inoculazioni che rischia di diventare senza fine data la difficoltà di riuscire a trovare un rimedio che rimanga efficace per tutte le varianti di virus che si stanno producendo.

La medesima reazione si era prodotta con i vaccini antinfluenzari, ma in quel caso c’erano due fondamentali differenze: il non obbligo e la mancanza di  discriminazione messa in atto verso coloro che sono contrari.

Assolutamente incostituzionale è poi il metodo del “green pass” che obbliga di fatto la vaccinazione per potere recarsi sul posto di lavoro, a scuola, a molti incontri sociali fingendo di dimenticare in maniera farisaica che ne vaccino, ne  “green pass” sono per legge obbligatori.

Cartello No GP manifestazione Torino da La Sicilia

Tra l’altro fingendo di considerare questa tessera verde un provvedimento sanitario si induce nella popolazione una tendenza a ridurre le misure di distanziamento tra le persone che invece andrebbero mantenute.

Finchè i contagi non esploderanno nuovamente si vorrà dare l’idea falsa della protezione raggiunta limitando solo parzialmente le attività sociali fino al prossimo blocco generale.

Importanti esperti internazionali hanno detto apertamente che questa frequenza di vaccinazioni durante l’epidemia è palesemente errata e continuerà a produrre varianti senza fermare i contagi, ma nessuno ascolta perché le case farmaceutiche pagano di più.

 

 Immagini da: La Sicilia - Ponteponente - Startmag.it