Scie Chimiche

It from Bit Sedicesima Puntata

Locandina It from bit 08 novembre

 

 

Giovedì 8 Novembre si parlerà di

"Medicina Ayurvedica e L’enigma della Coscienza e della relazione mente-cervello"

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I Quanti la Materia l'Energia e la Coscienza

Le nuove conoscenze della Fisica del Terzo Millennio, Fisica e Medicina Quantistica al servizio del benessere del nostro Pianeta

Giovedì 8 Novembre alle 20,30 su Radio Sound ritorna 
IT FROM BIT! I quanti, la materia, l’energia e la coscienza.
Le nuove conoscenze della fisica e della medicina quantistica con la partecipazione di scienziati, medici e ricercatori.


Una trasmissione realizzata in collaborazione con Spazio Tesla e il Congresso

“Acqua e Coscienza” l’interazione che guarisce

 

Ospiti

 

 

 

antonio morandiDott. Antonio Morandi, Medico specialista in Neurologia, Presidente della Società Scientifica Italiana di Medicina Ayurvedica (S.S.I.M.A.)

Ayurveda, medicina e scienza moderna: collaborazione per un salto di paradigma”

L’Ayurveda è uno dei più antichi sistemi di prevenzione e cura ed è la principale medicina tradizionale dell’India. Elementi chiave dell’Ayurveda sono la centralità del paziente, la stretta connessione tra mente e corpo, la relazione dinamica e interattiva tra il paziente e l’ambiente, l’attenzione per la salute e il suo mantenimento, piuttosto che per la malattia stessa.

La natura e la scienza sono interpretate secondo un quadro concettuale che dipende da fattori storici, culturali, sociali ed economici. Il concetto del moderno modello biomedico che esprime l’opposizione salute-malattia, si basa su elementi che hanno caratterizzato la storia della civiltà occidentale dove la discontinuità è stata privilegiata rispetto alla continuità, portando ad un sistema centrato sulla giustapposizione di due opposti teorici. Ciò ha favorito l’emergere di categorie precise che, soprattutto nelle discipline biomediche, sono state utili per descrivere chiaramente le strutture e l’organizzazione degli esseri viventi. Al contrario, l’Ayurveda si è sviluppata all’interno della tradizione indiana, radicata nella prospettiva dell’interconnessione, fattore determinante per una visione sintetica ed una prospettiva olistica delle dinamiche dei sistemi viventi. Questo giustifica la modalità concettuale inclusiva che sta alla base dell’epistemologia dell’Ayurveda e che si esprime nel concetto attivo di Salute che emerge dalla complessità della Vita.

La necessità di un’integrazione della Medicina Occidentale con i Sistemi Tradizionali di Medicina come l’Ayurveda è ormai imprescindibile. La domanda di nuove strategie terapeutiche per il trattamento delle malattie croniche e degenerative, così come l’enfasi della medicina occidentale sulla dimensione bio-psico-sociale della salute sono i motori principali di questo incontro.

Ovviamente, l’incontro di questi due sistemi di conoscenza deve essere attentamente mediato e, in considerazione della loro elevata diversità epistemologica ed ontologica, è necessaria l’elaborazione di un nuovo modello sia semantico che concettuale per poter trasmettere le informazioni in modo bidirezionale. La collaborazione tra l’Ayurveda e la moderna Bio-Medicina attraverso la verifica di somiglianze e punti di contatto può portare ad una sinergia metodologica e concettuale che consentirà di ottenere risultati scientifici e terapeutici superiori alla somma delle parti; superando i limiti dei modelli legati alle culture per esplorare le potenzialità di una nuova visione complessa e multidimensionale della ricerca biomedica e scientifica.

Questo approccio è stato da noi verificato in vari studi, fra cui la ridefinizione del concetto di Salute, interfacciando i più avanzati approcci epistemologici occidentali e il modello dell’Ayurveda incentrato sulla resilienza individuale e sulla capacità di adattarsi ai cambiamenti interni ed esterni. Resilienza che deriva dall’equilibrio dinamico e coerente dell’individuo, definito come corpo, mente e spirito, e dell’ambiente di cui fa parte. Il risultato dello studio può costituire la base per un’integrazione tra sistemi sanitari moderni e tradizionali e fornire indicazioni per un nuovo paradigma di Sistema di Gestione della Salute e di Assistenza.

 

AYURVEDIC POINT

 

 

enrico faccoProf. Enrico Facco

Studium Patavinum, Università di Padova, Science of Consciousness Research Group - Dip. Di Psicologia – Università di Padova Specialista in Anestesiologia e Rianimazione e in Neurologia Esperto di ipnosi clinica, agopuntura e terapia del dolore.

 

Enrico Facco è professore di Anestesiologia e Rianimazione presso l'Università di Padova; è inoltre specialista in Neurologia ed esperto di terapia del dolore, agopuntura e ipnosi clinica. Ha condotto numerose ricerche sul coma, sullo stato vegetativo persistente, sulla morte cerebrale, sulla valutazione e terapia delle cefalee, del dolore cronico e dell'ansia preoperatoria.
È autore di oltre 200 pubblicazioni scientifiche.

L’enigma della Coscienza e della relazione mente-cervello-realtà. Implicazioni scientifiche ed epistemologiche della fenomenologia della coscienza tra stati ordinari, esperienze di premorte (NDE) e altre espressioni non ordinarie della mente

Le esperienze di premorte (Near-Death Experiences, NDEs) sono definite come il ricordo di impressioni verificatesi in condizioni critiche con perdita di coscienza, comprendenti elementi quali l’esperienza di uscita dal corpo, la visione di un tunnel con o senza una luce al fondo, di parenti deceduti, l’incontro con entità superiori e una revisione della propria vita in un clima di profonda serenità e benessere. L’aspetto più critico e imbarazzante è il loro contenuto trascendente, che la cultura dominante tende a priori a considerare come fenomeno allucinatorio, mera espressione di un disordine cerebrale organico.

Sono oggi disponibili diverse interpretazioni scientifiche, comprendenti: a) Ischemia retinica concentrica come trigger della visione del tunnel; b) alterazioni elettrolitiche intracellulari; c) liberazione di oppioidi endogeni; d) delirium; e) relazione con i recettori per gli allucinogeni; f) epilessia del lobo temporale; g) alterazioni della giunzione temporo-parietale destra; h) attività cerebrale residua durante arresto cardiaco; i) intrusioni di sonno REM; l) aspettative dell’aldilà. Tuttavia tutte queste interpretazioni rimangono ancora ipotesi senza alcuna dimostrazione, mentre alcune di esse sono confutabili sulla base di altri fatti noti; inoltre la loro fenomenologia è del tutto diversa a quella del delirium osservabile in terapia intensiva. Singoli casi rigorosamente documentati nella letteratura scientifica internazionale hanno infine dimostrato la possibilità di percepire correttamente i fatti accaduti nella sala di rianimazione durante l’arresto cardiaco nell’ambito di un’esperienza di uscita dal corpo.

Un ampio corpo filosofico e letterario contempla fin dall’antichità il momento del trapasso e il periodo immediatamente successivo con alcuni elementi che ricordano quelli oggi ben descritti nella letteratura scientifica sulle NDE, dal Libro dei Morti egiziano, al Bardo Throtol (il Libro Tibetano dei morti) al mito di Er di Platone (Repubblica X, 614-621), mentre cenni sulla visione della luce o sulla revisione della propria vita si trovano nella letteratura da Omero, a Dickens fino a Milan Kundera.

Le NDE costituiscono dunque un argomento complesso quanto affascinante, ancora tutt’altro che compreso e dotato di profonde implicazioni epistemologiche; la loro fenomenologia infatti sfida le attuali conoscenze scientifiche sulla fisiologia del cervello e della mente, ponendo nuovi quesiti sulla natura, sulla fisiologia e sulla fisiopatologia della coscienza e della psiche, sull’ancora misteriosa relazione mente-cervello e sulla relazione mente-realtà.

 

 

 

Presentano Rita Nigrelli, Laura Groppi e Alberto Negri

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