Gregor il Puledrino salvato da Save the Dogs

Gregor il Puledrino

 

La Mission di Spazio Tesla, ci porta a osservare e a condividere con tutti, cio che ci circonda e risuona in sintonia con il Creato

La risonanza con gli animali e la natura, è quanto di più cristallino ci sia sulla nostra Terra... nella  dimensione attuale

In questo articolo, desidero portare a conoscenza la passione e l'amore per gli animali che sono diventati ragione di vita per una donna davvero unica...

 

Sara Turetta la conobbi nel 2009, la vidi in una trasmissione televisiva, intervistata sulle tristi vicende della Romania legate al malttrattamento dei cani (e non solo), mi affascinò il modo con cui questa ragazza aveva cambiato radicalmente la propria vita al servizio dei più deboli, in un paese ostile e pericoloso per chi come lei dedideva di dedicarsi alla salvaguardia degli animali.

Assieme a Sara ed in collaborazione con la Pubblica Assistenza Croce Bianca Piacenza, abbiamo anche incontrato i ragazzi del Liceo Respighi di Piacenza, in una giornata dedicata proprio alle attività di Save the Dogs (allora agli inizi delle missioni Rumene).

Sara una donna davvero speciale che da anni si batte in Romania per la salvaguardia ed il benessere degli animali, Save the Dog and other Animals è la Sua creatura, una mission che la vede condurre e a volte "battagliare" contro forze che sembrano talvolta insormontabili.. ma la passione, la caparbietà ed il coraggio con la quale si dedica al Suo lavoro, l'amore per gli animali e la forza dei suoi Volontari, confermano quanto sia importante la sua mission.

Nell'articolo che riporto qui interamente di seguito a firma di Costanza Rizzacasa d’Orsogna, comparso su Il Corriere della Sera, vi immergerete nella commovente storia di GREGOR, un puledrino raccolto e salvato dai volontari Rumeni di Save the Dogs, buona lettura.

Alberto Negri

 

 

 

sotto Sara e Gregor

Sara e Gregor

 

Gregor il Puledrino che si crede un Cane

 di Costanza Rizzacasa d’Orsogna 

 

Il maltrattamento di cavalli ed asinelli in Romania è tristemente noto. Ma grazie a Save the Dogs, un orfanello caduto in un fossato avrà un futuro felice.

Si chiama benaltrismo, ed è la malattia del nostro tempo, o una delle. Ho fatto di tutto, per Milo, nei primi sei mesi di vita, quando i gattini sono più reattivi a integratori e farmaci. E mentre lo facevo, mentre mi svegliavo di notte con l’angoscia che potesse morire, tanta gente si preoccupava di dirmi, «Ma è solo un gatto». «È solo un gatto», disse una volta, con disapprovazione, una cliente impicciona in farmacia. «Con tutti i bambini che soffrono la fame in Africa…» Per inciso, tutti quelli che dicono così, per i bambini che soffrono la fame, in Africa o altrove, non hanno mai mosso mezzo dito.

Il benaltrismo è tornato, puntale, nei giorni successivi alla strage di Genova. Quando, mentre i cani da soccorso scavavano senza risparmiarsi e salvavano vite rischiando la propria, chi come me soffriva anche per tutti gli animali dispersi o rimasti uccisi sotto le macerie, veniva investito sui social media dal benaltrismo più becero. A volte lo sconforto di fronte a tanto odio per gli animali è tale che non ho la forza di rispondere. Stavolta, per fortuna, è intervenuta Sara.

 

Sara è Sara Turetta, ex pubblicitaria che all’inizio degli anni Duemila, sconvolta dal massacro dei cani randagi in Romania, ha lasciato il lavoro per fondare Save the Dogs, onlus che oggi conta 50 dipendenti e partner in sette Paesi europei. Per aver dedicato la sua vita agli animali, nel 2012, Sara, che oggi vive tra Milano e Bucarest, è diventata Cavaliere della Stella d’Italia.

Il randagismo è una piaga in molti paesi dell’Est e del Sud d’Europa, legato soprattutto a povertà, degrado sociale e cultura animalista inesistente.

Ma la Romania in particolare ha, per maltrattamenti ed abbandoni, ha delle situazioni più drammatiche d’Europa, da quando, negli anni Ottanta, la decisione del dittatore Ceausescu di urbanizzare la popolazione che viveva nelle campagne portò all’abbandono, in poco tempo, di migliaia e migliaia di cani. Non molto è cambiato dal 2001. I cani vengono uccisi in grandi numeri nei canili lager delle città romene con metodi non verificabili. Spesso, muoiono di fame e di malattie prima del 14esimo giorno di vita. E il numero di cani di strada è ancora elevatissimo. Nel centro Footprints of Joy di Save the Dogs, sette ettari sulle colline vicino Cernavoda (Costanza), aperto nel 2008, ci sono un rifugio che ospita centinaia di cani, un gattile, una clinica veterinaria con moltissimi animali in degenza, un rifugio per asinelli e una casa per cavalli abbandonati o maltrattati.

Il maltrattamento di cavalli ed asinelli  dall’Europa al Medioriente è tristemente noto. Recentemente, dopo le proteste, una legge a Santorini ha stabilito condizioni di vita più accettabili per gli asini-taxi, costretti a caricarsi sulla schiena turisti di qualunque peso.

A Kabul, Nowzad, la onlus di Pen Farthing che aiuta i soldati ad adottare i randagi del luogo, compagni di vita nella guerra, ha un programma di assistenza per gli asinelli e i cavalli, costretti a lavorare in condizioni di assoluta precarietà. Altrettanto difficile è la situazione in Romania, dove trovare un maniscalco è quasi impossibile, e i contadini non hanno non solo i soldi per gli zoccoli ma neanche per far sverminare i cavalli. Come Nowzad, Save the Dogs ha da tempo un programma di outreach che assiste gratuitamente gli asinelli e i cavalli della zona. Tra il 2015 e il 2017 ha effettuato quasi 600 visite a domicilio per cavalli e asini da lavoro.

 

 

 

Uno dei nuovi arrivi, al centro, è invece il puledrino Gregor. Trovato nel villaggio di Cumpana, in una delle regioni più povere della Romania. «Era caduto in un fossato», racconta Sara, «ma un contadino è riuscito ad avvertirci.

Ci ha messo quattro giorni, perché in questi villaggi non c’è Internet, ma per noi è già straordinario che ci abbia chiamati, perché spesso questi animali vengono lasciati morire di stenti». In quella zona, spiega Sara, vive una grande comunità Rom, la stessa che commercia in carne di cavallo, soprattutto con l’Italia, primo importatore europeo di cavalli per consumo alimentare dalla Romania.

Nei primi nove mesi del 2017, informa Save the Dogs, la Romania ha esportato cavalli e asini da carne per oltre 2 milioni di euro: oltre mille tonnellate tra carcasse e animali vivi, ammassati e assetati nel lungo tragitto su ruota per arrivare anche da noi.

Perché la loro carne costa pochissimo: i commercianti pagano i pastori tra 40 e 50 euro per un asino, la cui carne, mescolata a quelle più costose, finisce spesso nei ragù e negli hamburger. Il più importante macello di cavalli in Romania è di proprietà italiana, fattura molti milioni di euro l’anno e tra il 2016 e il 2017 ha macellato 10.000 animali.

A parte i Rom, però, i romeni non mangiano i cavalli: li usano come animali da traino. Nelle zone rurali, è infatti il principale mezzo di trasporto. Così, subito dopo la nascita i puledrini vengono legati alla mamma che trascina il carretto: il povero Gregor (che porta il nome del volontario tedesco di Save the Dogs che l’ha salvato) non è probabilmente riuscito a tenere il passo: è caduto e il “padrone” l’ha lasciato lì. Immaginate lo strazio del puledrino che non riusciva a uscire dal fosso e vedeva la sua mamma allontanarsi. Immaginate lo strazio della mamma.

E il pastore, sordo a tutto questo.Quando i volontari di Save the Dogs sono accorsi in auto e l’hanno caricato sul sedile posteriore della macchina, l’orfanello Gregor aveva solo due settimane di vita, era molto disidratato e pieno di escoriazioni per la caduta nel fossato. Miracolosamente, perché i puledrini a quell’età sono fragilissimi, si è ripreso. Si è attaccato subito al biberon, viene allattato ogni quattro ore ed è diventato la mascotte della struttura.

Negli stessi giorni, poi, al rifugio è nato anche un asinello, e Gregor ha un compagno di giochi. Anche se si crede un cagnolino, e segue dappertutto lo staff di Save the Dogs.

 

Gregor nel maneggio Gregor fa la pappa con i Volontari di Save the Dogs

 

 

Il futuro di Gregor è all’interno di Footprints of Joy, dove ci sono stalle e grandi spazi per ospitare questi animali per la vita. Mentre infatti Save the Dogs ha vari programmi di adozione con l’estero per cani e gatti, i costi per adottare un cavallo sarebbero altissimi.

Ma grazie a Sara e ai volontari e professionisti della struttura, quello di Gregor sarà un futuro felice.


Costanza Rizzacasa d’Orsogna