2020 La Pandemia da Covid 19 ed i suoi risvolti psicologici

Covid19 Vaccino

Stefano Cozzaglio di Stefano Cozzaglio

 

Ormai da molti mesi ci troviamo a dover convivere con questo nuovo virus detto Covid 19, ma contrariamente ad altre emergenze sanitarie sviluppatesi in tempi passati, pare che ci sia quasi una volontà di non risolvere il problema. Indubbiamente la questione si è allargata a livello mondiale, ma nello stesso tempo molte, numerose variabili si sono inserite a complicare la situazione allontanandone nel tempo la soluzione. Il comportamento di troppi settori della nostra società si è dimostrato assolutamente inadeguato e non ha fatto altro che generare confusione ed incertezza nella popolazione.

In Italia le principali carenze si sono evidenziate innanzitutto nel settore politico succube delle scelte operate a livello europeo dove peraltro, in alcuni casi, il buon senso è prevalso sulla stupida ed ignorante volontà di farsi vedere come efficienti anche quando non lo si era.

La sanità pubblica è stata da molti governi svenduta ad operatori privati e questo impoverimento le ha impedito di presentarsi pronta ad un avvenimento di questa portata.  Da qui la paura dei politici di farsi trovare impreparati e la loro necessità di trovare altri soggetti da incolpare. Chi se non la popolazione accusata di essere poco attenta alle indicazioni dei sanitari poteva essere scelta come ideale capro espiatorio ? Così facendo si salvavano dalle loro responsabilità anche gli operatori dei mezzi di informazione spesso trovatisi in contraddizione o costretti ad appoggiare questa o quella tesi secondo esplicite richieste esterne.

Ma anche altri tecnici oltre ai politici sono stati costretti ad appoggiare e convalidare specifiche risoluzioni degli apparati ufficiali. Molti medici ricompensati con comparsate televisive sono stati irretiti in questo gioco arrivando spesso anche a contraddirsi e quindi a bruciare la propria credibilità a livello scientifico. Ma del resto era proprio quello il loro destino di pedine sacrificabili

Ballando coi virologi da prima pagina news

Non voglio accusare a caso la classe medica, bisogna però ammettere che spesso non è stata data un’informazione univoca sulle modalità di contagio, sulla sintomatologia, sulle cure preventive e sulle modalità di assistenza praticabile agli ammalati. Ad oggi chiaramente abbiamo capito che un certo distanziamento a tra le persone rallenta, se non frena il contagio. A questo si può aggiungere che una meticolosa pulizia dei luoghi e degli oggetti frequentati o utilizzati è un’altra buona norma da rispettare.

Oltre a questo si sono scatenate mille ipotesi che cercavano di spiegare le modalità del contagio prima dovuto agli oggetti contaminati, poi al fiato delle altre persone, poi alla persistenza del virus nell’aria respirata, alle polveri sottili, ad eventuali indebolimenti del fisico dovuti a causa di altre cure come le vaccinazioni antinfluenzali od anche la mancanza delle stesse. Il gran dibattito che si è generato ha raccolto opinioni anche discordanti seguendo le quali si sono generate fazioni in aperta contrapposizione fra di loro dove si ritrovano sia le opinioni di coloro che considerano la malattia come una forte influenza e che quelle di altri che dipingono la pandemia come una specie di peste moderna dalla quale non ci si può salvare.

esercito a bergamo per portare via le bare da dagospiaIndubbiamente al crearsi di questo clima ansiogeno hanno contribuito i malaccorti interventi dei mezzi di informazione secondo i quali si stavano verificando un numero di morti eccezionale rispetto alla norma degli altri anni.

Il rapporto tra positivi, contagiati e deceduti è sempre stato espresso in maniera confusa senza fare confronti con gli anni passati e con l’andamento della mortalità riscontata nei periodi precedenti.

Un dato diffuso intorno a giugno - luglio che mi ha colpito moltissimo è stato quello che la mortalità per malattie polmonari riscontrata nel primo semestre del 2020 (a parte alcuni picchi che si sono riscontrati soprattutto nel bergamasco) si è mantenuta abbastanza in linea con quella riscontrata nei cinque anni precedenti. Quindi o sono stati sbagliati alla grande i conteggi oppure si sono descritti gli avvenimenti in maniera molto più drammatica di quello che non fosse stata la realtà. Molti possono essere i motivi di questa campagna e probabilmente legati anche a differenti motivazioni.

Innanzitutto, l’impreparazione a livello sia sanitario che economico della nostra struttura medica dovuta ad interventi sbagliati operati in precedenza. A marzo ed aprile 2020 il problema è stato soprattutto quello della mancanza delle istruzioni date al personale di base che non era stato preparato ad arginare la prima ondata di pazienti che si sarebbero potuti curare anche a casa e solo dopo quello del personale specializzato per le terapie intensive che avrebbe dovuto occuparsi solo dei casi più gravi.

Terapia intensiva da News coronavirusPer dare una visione più fedele della situazione vorrei ricordare che la Svezia, che ha operato solo blocchi parziali alle attività, a marzo aveva già raddoppiato le strutture di terapia intensiva sia come posti letto che come operatori. Noi al contrario abbiamo sprecato tutti i mesi tra aprile ed ottobre senza procedere ad alcuna seria iniziativa di potenziamento.

Passato l’incubo determinato dal fatto di non potere seguire i propri familiari malati trasportati in ospedale e lasciati senza possibilità di contatti con i propri congiunti, si sarebbe dovuto passare al potenziamento e riorganizzazione dei trasporti pubblici mentre di pari passo si studiava il modo di potere riprendere le lezioni in presenza nelle scuole, ma anche qui i risultati sono stati scarsi.

Con il ritorno alla normalità è tornato ad aumentare il numero degli utenti dei mezzi pubblici senza che ciò coincidesse con una riorganizzazione degli orari e della ridistribuzione dei servizi in modo da limitare gli affollamenti degli utenti nelle ore di punta. Quindi il servizio è solo ritornato come concezione simile a quello ante Covid 19 senza ulteriori aumenti di sicurezza per gli utenti.

In molti settori il desiderio di ripresa dei consueti ritmi non è coinciso con una riorganizzazione e razionalizzazione delle attività anzi, in virtù di forti spinte esterne, si sono prodotti cambiamenti che hanno aumentato il disagio di chi ne faceva uso.  

Forti del timore del contatto personale le pubbliche amministrazioni hanno ridotto la loro efficienza e funzionalità prima chiudendo e poi limitando di molto gli orari per il pubblico. Con l’intento di alleviare il disagio dovuto al disservizio si è pensato di incentivare l’informatizzazione delle procedure amministrative ottenendo il risultato di allungare i tempi e rendere più complesse le procedure. A solo titolo di esempio posso dire che, nel campo edilizio, la consegna in comune di un verbale di collaudo statico che prima si poteva fare consegnando all’ufficio di competenza il documento cartaceo firmato in originale e riportare in studio una copia con il suo timbro di accettazione, è ora diventata un’impresa che ne ha triplicato almeno i tempi.

orario uffici pubblici covid 19

Più precisamente del collaudo e di tutti gli allegati va realizzato un file particolare che deve essere firmato digitalmente il che significa che tutti gli estensori dei documenti allegati devono comprarsi il proprio dispositivo per poterlo fare. Il tutto va poi inviato al rappresentante legale dell’impresa che penserà a trasmettere tutto agli uffici amministrativi senza dimenticarsi di pagare le relative tasse che hanno pensato di aggiungere. Recuperato l’apposito file di ricevuta questo va poi ritrasmesso a tutti i vari attori che hanno contribuito all’estensione del documento. In due parole la durata della consegna della pratica ha almeno triplicato il tempo necessario per il suo svolgimento.         

Medesimi allungamenti dei tempi si sono riscontrati nell’espletare la maggior parte delle pratiche amministrative e finanziarie dove per essere ricevuti occorre fissare un appuntamento e presentarsi solo agli orari specificati anche per le operazioni più banali.  Non essendo considerata valida la firma autografa ogni documento per essere accettato deve essere accompagnato da un altro che lo validi. Il mondo del commercio e della finanza soffre molto di questo cambiamento perché ogni titolo di pagamento che prima si poteva fare anche con denaro contante ora deve essere accompagnato da una serie di documenti di accompagnamento che rendono le operazioni lunghe nello svolgimento e complesse nella archiviazione.   

CyberCrime da european affairs magazineIn più esiste il nuovo pericolo che è dato dalla possibile manipolazione dei dati informatici personali di tutte le nostre operazioni. Infatti, sia le carte di credito oltre a qualsiasi tipologia di transazione digitale può essere un possibile ingresso nella nostra attività di pirati informatici alla ricerca dei nostri dati personali. E non va dimenticato che anche l’utilizzo dei telefoni cellulari e delle loro applicazioni è un’altra via attraverso la quale siamo sempre più schedati e controllati a nostra insaputa    

Ma la peggiore situazione la si può riscontare nella gestione della sanità pubblica. Mai avevo letto che si fossero verificate delle situazioni di palese crisi come che generatesi durante questa pandemia come non riuscire ad essere ricoverato oppure essere isolato fino alla morte senza il conforto dei familiari solo per timore del contagio.  Ma oltre a questi effetti deleteri se ne stanno producendo parallelamente altri, come l’aggravamento di molte importanti patologie che l’avvento del Covid 19 ha impedito di seguire con la dovuta cura e che daranno i loro tristi risultati con il tempo.

Se la linea dura concretatasi con ripetuti fermi di attività sembra avere contenuto fino al momento la diffusione del contagio , non ha certo diffuso tranquillità nella popolazione del mondo che mai come in questo periodo è stata vessata da  una concomitante serie di problemi ansiogeni quali l’incapacità dell’ Unione Europea di operare in maniera valida sia in campo finanziario che in campo politico, la guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina, l’inaffidabilità sia economica che finanziaria di molti paesi del mondo costantemente impegnati in discordie di vario Solitudine in metrògenere , il pericolo del formarsi di centri di raccolta di dati segreti rubati , il proliferare delle reti tecnologiche e telefoniche internazionali come G5 che hanno lo scopo del controllo geopolitico della popolazione, il formarsi di reti di satelliti spia militari, la crisi economica generata da prodotti bancari infetti diffusi ad arte ormai non solo tra le persone , ma anche tra le singole nazioni .

Terminato il periodo propriamente sanitario della pandemia bisognerà procedere alla riabilitazione della popolazione che attualmente sta sempre più perdendo la fiducia in un futuro positivo, si sta disamorando delle possibilità di sviluppo create dalla cooperazione con i propri simili e si sente vessata da quegli organismi che dovrebbero aiutarla a vivere bene.

Fermo restando che la ricaduta sulla salute mentale sarà generalizzata in forma diversa su tutta la popolazione e che potrà essere espressa immediatamente attraverso un disagio, ma anche mostrare la sua forza psicopatologica dopo alcuni anni.

Tra le categorie considerate a maggior rischio vi sono quelle degli operatori sanitari perché in prima linea nella lotta con la morte, ma anche per la frustrazione di subire lo stigma dell’untore, perché a contatto con il virus e quindi per il dolore di dover vivere l’allontanamento anche dalle proprie famiglie.

Secondo gruppo a rischio è quello dei sopravvissuti alla rianimazione, cioè coloro costretti anche a dover di nuovo imparare a respirare autonomamente dopo esser estati intubati, evento traumatico vissuto in totale solitudine.

Terzo gruppo i familiari delle vittime, soprattutto dei morti della prima ondata di epidemia, durante la quale “consegnato il proprio caro alle istituzioni sanitarie se ne perdeva completamente traccia”. Sebbene oggi sia più facile avere contatti con i ricoverati, le persone che si aggravano in maniera grave e che entrano nelle sub intensive lo devono fare da soli e se muoiono, muoiono da soli. Questo è un grande dramma per i parenti dei deceduti.

Per gli altri i problemi possono presentarsi in forme diverse come disturbi del sonno, alterazioni imposte nella vita sociale, impedimento alla socializzazione.

Bimbi in bn

Non va dimenticato il dubbio che accompagna la diffusione e l’uso dei nuovi vaccini. Innanzitutto più se ne parla, più esperti (anche legati alla linea filogovernativa ammettono la possibilità di che non siano salvaguardate tutte le misure di sicurezza necessarie. Ma anche non si conoscono gli effetti secondari dovuti alla somministrazione di più vaccini contemporaneamente. Quindi anche il loro utilizzo è avvolto da un alone di sospetto e di vaga sfiducia.   

Sono tanti i fattori ad incidere sulla psiche, allo stress da paura da contagio, si associano la sofferenza per le restrizioni e per l’allontanamento dai propri cari, quello più importante però è quello che viene definito ‘cambiamento-velocità’. La pandemia genera necessità di cambiamenti velocissimi, di adattamenti nuovi, di forme di controllo della socialità che hanno sorpreso tutti senza dimenticare l’uso invasivo della tecnologia e la perdita del contatto sociale nella scuola e nel lavoro

Si è quindi chiamati a rispondere in tempo reale a questi cambiamenti, con in più “una spada di Damocle clamorosa" che è quella della paura delle conseguenze del contagio, per noi e per i nostri cari, “una tenaglia micidiale, che mette il nostro sistema cervello-mente a dura prova”. 

Tutto questo ci dice che oltre ad avere le macerie economiche, sanitarie, e così via, ci sono le macerie emotive, per le quali bisogna fare qualcosa che interroga tutti: psicologici, psichiatri, professionisti della salute mentale, ma ovviamente tutti coloro che si occupano di umanità, e quindi anche tutte le attività pastorali della Chiesa. 

 Fine del tunnel da istock

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