Bolivia - Lo Stargate tra gli Dei e l'Uomo

28/12/2012: lo “Stargate” tra gli DEI e l’UOMO

bolivia stargate-3Centro congressi Galileo: Spazio Tesla ospita AKAKOR nella persona di Soraya Ayub, ricercatrice archeologa e speleologa brasiliana che nel convegno ha incontrato la città di Piacenza e non solo, perché vi erano spettatori provenienti anche da diverse altre città.

Durante la serata coordinata da Laura Groppi con il supporto multimediale dell’operatore Giancarlo Chiesa, la scienziata nell’intervista condotta da Alberto Negri presidente di Spazio Tesla, parla del mistero di AKAKOR a cui si ispira il nome dell’Associazione di cui Soraya fa parte.

Antichissime città perdute nel cuore delle foreste brasiliane custodiscono segreti legati alla discesa di esseri di altri mondi.”

 

La scoperta delle cronache di Akakor risale al 1972 quando il giornalista tedesco,  Kurl Brugger, approda in Amazzonia e grazie alla sua permanenza entra in contatto con queste antiche e segrete civiltà.  

                                   

Ufficialmente questa viene raccontata come leggenda, ma Soraya svela la sorprendente verità di aver personalmente incontrato ed essere tuttora in contatto con l’ultimo  Imperatore della sconosciuta tribù degli alleati eletti gli Ugha Mungulala,  un uomo che potremmo definire libero dal tempo: Tutanca Nara.

“Nel 13.000 a.C. brillanti navi dorate scesero nelle giungle lussureggianti del Sud America guidate da maestosi stranieri con la carnagione bianca, il volto contornato dalla barba, folta chioma nera con riflessi blu, sei dita alle mani e ai piedi.”

Il ricordo della loro discesa permane imperituro nella memoria dei nativi!

Soraya racconta come, tra il 2007 e il 2008, insieme al suo team ha esplorato i tunnel della piramide di Akapana, condotti rimasti segreti per millenni e documentati per la prima volta da Akakor. La dott.ssa spiega come non sia ancora chiaro l’uso a cui erano adibiti, come vi siano pareri discordanti tra gli archeologi sul perché gli ingegneri di Tiwanaku abbiano costruito molti cunicoli all’interno alla piramide.

E’ chiaramente percepibile dalle emozioni che attraversano le parole della ricercatrice quanto queste scoperte abbiano lasciato in lei una consapevolezza diversa ed una nuova visione della nostra umanità.

Soraya ci dice: Quando alzo gli occhi al cielo ed osservo gli aerei che ci sorvolano ora  mi viene spontaneo esclamare “quanto siamo primitivi!” scusandosi con il pubblico afferma che le sembrano scatole di sardine.

Ma cosa significa questo Soraya? Chiedono dal pubblico, forse hai visto cose nelle città sotterranee che sono di un tecnologia (se così possiamo ancora definirla) superiore?bolivia stargate-6

E’ chiaro che ci sono dei vincoli posti dai governi dove le ricerche sono effettuate dichiara apertamente Soraya, quindi difficile svelare la verità, bisogna leggere tra le righe e certo è che lei ha visto cose che potrebbero cambiare la nostra visione umanitaria globale.

Ha raggiunto il tavolo degli esperti anche il biologo Giorgio Pattera referente scientifico  C.U.N (centro ufologico nazionale) il quale ha ricondotto l’attenzione allo “stargate” definendolo con un termine meno spettacolare ma più scientifico ovvero “ porta spazio temporale”, che sarebbe proprio quello che è presente al confine tra Bolivia e Brasile e che sicuramente ha permesso ai viaggiatori del Cosmo di approdare nelle terre che sono denominate AKAKOR.

Pattera sostiene che ve ne siano diverse di tali porte Spazio temporali, in Italia pare che una sia situata nel Gran Sasso.

Alberto Negri chiude l’intervista con una domanda alla quale Soraya ha risposto solo in modo non verbale con un sorriso: Ma allora gli Alieni li hai visti?.................

Noi di Spazio Tesla  crediamo nell’importanza del coinvolgimento del pubblico nella conduzione dei nostri eventi, ci basiamo sugli spunti e sulle riflessioni che giungono dalla platea per costruire insieme delle linee prospettiche perseguibili a fronte delle teorie enunciate.

Così è stato anche  il 28 dicembre dove svariati contributi interessanti sono emersi dagli

spettatori aprendo a nuove ipotesi e nuovi percorsi su cui concentrare le ricerche e le informazioni, Soraya è rimasta favorevolmente impressionata dall’autenticità dell’interesse e motivazione che l’incontro ha generato in tutti.

Anche questa volta abbiamo avuto la ri-prova che è sempre nell’ottica della co-creazione che risiede la massima virtuosità delle iniziative di carattere comunitario.

bolivia stargate-11 

Piacenza, 01 gennaio ’13                                                                Laura Groppi