II Congresso di Medicina e Fisica Quantistica - Foto e Video

Secondo Congresso Fisica e Medicina Quantistica Città di Piacenza

15 Novembre 2014

 

Video e Foto dell'Evento 

 


 

 

 

   

Un doveroso Grazie alla nostra amica sostenitrice Gloria Adelaide Ferrari

per il dettagliato album fotografico.

 

 


Prof. Piergiorgio Spaggiari

LA BIOFISICA DELL'ACQUA NEL CORPO UMANO

 

Tutte le reazioni biochimiche nella materia vivente rimangono inspiegabili se non si chiarisce come possono avvenire reazioni ossido-riduttive, che in un corpo sano hanno luogo in maniera corretta quando ci sono sufficienti elettroni disponibili. Se non vi è una disponibilità congrua di elettroni, ovvero il corpo non ha energia sufficiente, nell’organismo si hanno reazioni interrotte, una produzione di semilavorati, i radicali liberi, e l’avvio di processi proliferativi quali l'infiammazione ed il cancro.

Il problema è dunque capire chi fornisce gli elettroni.

Il biologo e Nobel Albert Szent-Gyorgyi è stato tra i primi a supporre che gli elettroni possono essere generati dall’acqua del corpo umano. Utilizzando i concetti della fisica quantistica, dimostrerò in questa relazione come ciò possa avvenire.

Il passaggio della molecola d’acqua dallo stato di quiete allo stato eccitato, che è il processo attraverso cui un elettrone viene strappato alla molecola stessa, può essere prodotto da una fluttuazione del campo elettromagnetico del vuoto, sotto forma di fotone, la cui energia coincida con l’energia necessaria per il salto di configurazione, che è pari a 12 ev. la taglia del fotone, data dalla sua lunghezza d’onda, nel caso specifico è dell’ordine di un migliaio di Amstrong, ossia un migliaio di volte maggiore della taglia della molecola d'acqua da trasformare.

Il fotone emerso dal vuoto può perciò contenere all’interno del suo volume molte migliaia di molecole di acqua che verranno, ad una ad una, eccitate.

L’insieme delle particelle d'acqua diventa una trappola per il fotone generato dal vuoto che genera un sistema risonante in cui tutti i componenti contenuti nella regione corrispondente al volume del fotone (dominio di coerenza) oscillano collettivamente al ritmo del campo elettromagnetico intrappolato.

In accordo con il teorema dell’elettrodinamica quantistica, ogni particella capace di risuonare con questa frequenza corrispondente a quella del campo elettromagnetico viene attirata fortemente all’interno del dominio di coerenza.

I campi elettromagnetici intrappolati svolgono il ruolo ordinatore degli incontri tra molecole che danno luogo alle reazioni biochimiche.

Tra tutte le specie atomiche e/o molecolari l’acqua assume un ruolo peculiare in quanto le sue due configurazioni sono quella di minima energia, in cui tutti gli elettroni sono fortemente legati ai nuclei, e quella eccitata, in cui un elettrone per molecola è quasi libero.

Il dominio di coerenza dell’acqua è perciò un serbatoio di elettroni disponibili.

 

 


Prof. Claudio Corbellini

CORPO E MENTE IN MEDICINA CINESE ALLA LUCE DELL’ENTANGLEMENT

E' fondamentale sottolineare l'unità somatopsichica della Medicina Cinese, il termine somatopsichico è fondamentale perché psicosomatico, troppo abusato,  dava l’impressione che la psiche agisse sul corpo, ma che si trattasse comunque di due entità distinte.

La Psiconeuroendocrinoimmunologia (PNEI) ha recuperato una visione olistica dell'uomo, visto in un equilibrio globale, mantenuto anche da messaggi umorali.

L'entanglement interpreta l'uomo come un sistema adattativo coerente mente-corpo.           

L'organismo umano, come sistema informato, funziona come un unico network cognitivo, una rete in cui non c'è distinzione fra mente, corpo e spirito, ma in cui la mente è profondamente incarnata ed il corpo influenza in modo determinante gli stati psichici e mentali: la visione classica della Medicina Cinese.

L’entanglement, secondo il quale la realtà è rappresentata come un tutt’uno unificato e inseparabile all’interno di campi di energia e d’informazione, individuato a livello subatomico, si ritiene che possa agire anche a livello macroscopico, quindi a livello biologico.

Nella ricerca scientifica, dalla medicina alla fisica, dall’antropologia alla psicologia, emerge sempre di più il concetto di relazione come principio fondante del fenomeno vita.

Gli studi epigenetici mostrano come l’espressività genica del DNA sia influenzata sia dall’ambiente cui si rapporta (alimentazione, emozioni, esposizione a sostanze tossiche, virus, stress, etc…), sia dall’equilibrio simbiotico con la flora batterica; dall’altra la psicologia evidenzia quanto la soggettività e lo sviluppo dell’individuo sia in relazione all’ambiente affettivo,  sociale e culturale, alle interrelazioni famigliari, ai rapporti sociali, in cui cresce. Le esperienze sono trasmissibili nelle generazioni successive.

Lo spostamento da una visione atomistica e riduttiva dell’uomo ad una teoria del campo unificato, comporta la possibilità di leggere la malattia come espressione di un disagio multifattoriale, in cui tutta la complessità della rete delle esperienze umane concorre nel determinarne la manifestazione.

 


 Dott. Gabriele Mauri

EFFETTI BIOFISICI DELL'ACQUA TERMALE

 

 


 Prof. Bruno Renzi

DETERMINANTI QUANTISTICHE DEL TEMPERAMENTO E FLUSSI ESISTENZIALI

 L’autore in questa presentazione, ipotizza una linea di ricerca in cui sottolinea l’influenza dei campi morfogenetici a livello del DNA non codificante, nella determinazione delle costituzioni temperamentali individuali che condizionano le possibili linee evolutive all’interno di un determinato flusso esistenziale.

Attraverso la decodifica di principi di base della Medicina Ayurvedica, l’ipotesi considera l’influenza di organizzatori fisico-quantistici di natura ereditaria e individuale nella espressione e definizione della costituzione temperamentale e fisica a livello individuale.

Viene quindi presentata l’ipotesi di un flusso esistenziale determinato, da preesistenti strutture, presenti nella complessità del DNA.

Il riconoscimento di questo orientamento di flusso diviene azione facilitante sull’evoluzione individuale.

 

 


Prof. Gianfranco Basti

LA TEORIA DELLA “MENTE ESTESA"

 THE “EXTENDED MIND” THEORY

In questo contributo, vengono delineati i principi di una antropologia duale, propria dell’approccio intenzionale alle scienze cognitive, comune sia alla tradizione scolastica che a quella fenomenologica. Dell’antropologia duale viene offerta anche una sua fondazione in fisica fondamentale (teoria quantistica dei campi), basata sulla distinzione e mutua dipendenza energia-informazione, che definisce il vivente e l’uomo in particolare come un sistema “aperto” auto-organizzante in continuo scambio di energia col suo ambiente, e grazie a questo, capace di ordinare se stessi e le proprie azioni. Questo fa sì che la mente e le sue funzioni superiori (intelletto e volontà) si collochino non “nel” cervello, come una delle sue parti (materialismo) o come “uno spirito nella macchina” (dualismo), ma nell’interfaccia del corpo intero col proprio ambiente, così  da contenere il corpo, e non essere contenuto da esso. Ciò costituisce il cuore della nozione di “persona” come l’autentico soggetto dei propri pensieri ed azioni, contro la schizofrenia moderna dei dualismi fra “mente” e “corpo”, fra “fisica” e “metafisica”, fra “scienza” e “umanesimo”. Questa antropologia personalista è in grado di abbracciare in una sintesi armoniosa il meglio della scienza moderna con il nucleo delle grandi tradizioni metafisiche, al di qua delle successive distinzioni di fedi e culture.

This paper outlines the principles of a dual anthropology, typical of the intentional interpretation of cognitive neurosciences, common both to the scholastic tradition and to the phenomenological one. Of such an anthropology we sketch its foundation in fundamental physics (quantum field theory), based on the distinction and the mutual dependence of energy and information, which defines the living bodies, and humans in particular, as "open" self-organizing systems, continuously exchanging energy with their environment and, because of this, continuously ordering themselves and their behaviors. This implies that mind and its higher functions (intellect and free-will) are not confined "into" the brain, like one of its parts (materialism) or like “a ghost in machine” (dualism), but in the body interface with its environment, so “to contain” the body and its brain, and not to be contained in it. This is the ontological core of the notion of the “person” as the true subject of his/her own  thoughts and actions, against the modern schizophrenia of dualisms between "mind" and "body", "physics" and "metaphysics", "science" and "humanism". Such a personalist anthropology  is able to embrace in a harmonic synthesis the best of modern science, with the core of the greatest metaphysical traditions, before the distinctions of faiths and cultures.

  

 

 


 

Prof. Giuseppe Vitiello

DISSIPAZIONE, COSCIENZA ED ESPERIENZA ESTETICA

La domanda centrale delle neuroscienze è capire come possa accadere che una decina di miliardi di cellule nervose, con le loro intricatissime connessioni, possano funzionare in modo coerente, cioè come una grande unica orchestra, con grande stabilità e efficienza, in grado di reagire agli stimoli esterni in frazioni di millesimo di secondo e dando luogo al fenomeno della coscienza. Una risposta potrebbe venire dalla fisica quantistica dove sembra possibile descrivere sistemi complessi che presentino un altro grado di coerenza. Nel modello dissipativo quantistico del cervello, sembra che esista un collegamento tra coscienza ed esperienza estetica. Questa si presenta come una dimensione che permea l’intero campo della nostra percezione. Quella estetica è un’esperienza che, guardando in se stessa, riconosce il perfetto scambio tra interno ed esterno, una “connessione favorevole” tra “me e l’oggetto” e nel prenderne atto si determina nel giudizio estetico che implica sempre la prima persona.

  

 


Prof. Walter J Freeman

Where, when, how, and why Quantum Field Theory participates in the neurodynamics of consciousness

 

What distinguishes animals from robots is the neurodynamics of intention; animals intend to act and then act; robots can only act. The neural mechanism that implements intention is the action-perception cycle. It creates and applies knowledge. Knowledge is the condensed, categorized information that brains accumulate over lifetimes of experience. Intention emerged in Vertebrata in the Ordovician period as a tool used to explore first the olfactory environment, then environments of other modalities: vision, audition, and touch. Action and remote sensing necessitate remembering space-time trajectories. Hence the sensory, motor, and hippocampal cortices interact closely in the primitive forebrain, and in the limbic neocortex of mammals and ourselves [2] . 

There are three Stages in each action-perception cycle: Perception, Conception, and Enaction. In terms of experience and qualia, I postulate that Stage One corresponds to the feelings and emotions evoked by what is perceived. Stage Two creates understanding what the stimulus means. Stage Three decides what action to take, if any.

Brains mobilize the contextual richness of relevant knowledge almost instantly by exploiting the capacity of layered neuropil in cortex to transit between a gas-like phase with sparse, random firing and a liquid-liked phase of high-energy, narrow band oscillation [3]. The beta or gamma waves are synchronized over increasingly wide areas [3], from Stage One to Stage Three including the entire cerebral cortex. The neuropil imposes a spatial pattern of amplitude modulation (AM) on the carrier wave. The AM patterns express not representations of the physical properties of the stimuli but manifest stored knowledge of the stimuli and the past situations in which learning was reinforced by pleasurable or painful unconditioned stimuli.

In Stage One there are two Steps. In the first Step, the sensory input ignites a Hebbian assembly, which generalizes over equivalent receptors to a category formed by reinforcement learning. In the second Step, the ignition of the assembly provides a burst of energy observed in vigorous firing, which initiates a phase transition from the gas-like state of random firing to the intense liquid-like state, in which all neurons in the sensory cortex are phase locked to the collective. The mass action converges to a limit cycle, which we observe as a wave packet of gamma oscillation [3]. The AM pattern carried by the gamma wave expresses the transitory remembrance of the stimulus that ignited the assembly. The details of the AM pattern are determined by the widely distributed synaptic modifications that store the permanent memories of the stimulus. The details are further modified and updated with each recall.

A subject prepares for an observation such as a sniff or a glance by postulating several possible expected outcomes [3]. The expectation has the form of an attractor landscape. Each expected outcome as a Bayesian prior in the form of a limit cycle attractor with a basin of attraction, for which the size expresses the estimated likelihood that the stimulus will occur. Each attractor provides condensed instructions on building a transient remembrance of the stimulus from the memories.

Here is where Quantum Field Theory enters at diverse levels. At the behavioral and experiential levels in the state of expectancy the subject sustains a probability distribution of expected outcomes. The act of observation in the action-perception cycle collapses the distribution, and the cortical dynamics converges to one of the attractors with probability of one. At the cellular level there emerges widespread synchronization of oscillations at distances far transcending the lengths of the axons and dendrites of the neurons in the neuropil. Synchrony is brief, lasting only 3 to 5 cycles of the carrier, so phase transitions can repeat at rates in the theta and alpha ranges (3 to 12 Hz). At the molecular level there is the possibility of mediation of the synchrony by ephapsis, which may involve the coupling of electric dipoles of water and ionic constituents of brain tissue [2], for which the Bose-Einstein condensate has been proposed as a model [4].

In Stage Two, Concept formation, the percepts that are down-sampled by all sensory cortices are combined by in the entothinal cortex, where they are observed as “concept cells” [5] in a Hebbian assembly, which generalizes, triggers a phase transition, and selects a basin of attraction. The resulting AM pattern carried by a wave packet is passed through the hippocampus, where it is assigned the time and place of occurrence as a multisensory Gestalt in lifelong memory. In Stage Three that is triggered by the entorhinal cortex, the synchrony also engulfs the frontal cortex and the motor systems.

Each of the three Stages requires a phase transition, by which a global field is created at high energy density in the neuropil. It appears that in each phase transition forms a limpid 2-D communication channel in an area of neuropil, to which every synapse or other connection modified by learning feely contributes its bit of history and experience. If so, then the framework of QFT will be essential for describing the neurodynamics of thinking.

Acknowledgement: This work was supported by a grant from the National Institute of Mental Health, United States Public Health Service MH06686.

 

 

Dove, quando, come e perché  la teoria del campo Quantico contribuisce alle neuro-dinamiche della coscienza.

Ciò che distingue gli animali dai robot è il processo di intenzione; animali intendono agire e poi agiscono; i robot possono solo agire.

 Il meccanismo neurale che implementa l'intenzione è il ciclo di azione-percezione. Crea e applica la conoscenza. La conoscenza è il condensato di informazioni classificate che il cervello  accumula nel corso della sua esperienza di vita.  L’ Intenzione è emersa nei  vertebrati nel periodo Ordoviciano come uno strumento utilizzato per esplorare prima l'ambiente in modo olfattivo, poi attraverso  altre modalità: vista, udito e tatto.

Azione e tele-rilevamento necessitano il ricordo di  traiettorie spazio-temporali. Di conseguenza le cortecce sensoriali e motorie dell’Ippotalamo interagiscano strettamente nel cervello anteriore primitivo, e nella neocorteccia limbica dei mammiferi e di noi stessi [2].

Ci sono tre fasi di ogni ciclo di azione-percezione: percezione, concezione, e emanazione. In termini di esperienza , Io ho postulato che la Fase Uno corrisponde ai sentimenti e le emozioni evocate da ciò che viene percepito. Seconda fase crea la comprensione di  cosa significa lo stimolo. Terza Fase decide quale azione intraprendere, se ne è il  caso

Il cervello mobilita  la ricchezza contestuale delle conoscenze pertinenti, quasi istantaneamente sfruttando la capacità del neuropilo a strati di transitare nella corteccia tra  una fase simil - gassosa, con scarsa diffusione  random,  e una fase simil - liquida di  alta energia, stretta alla banda di oscillazione.

Le onde beta o gamma sono sincronizzate su aree sempre più ampie [3], dalla fase uno alla Terza fase includendo  l'intera corteccia cerebrale.

Il neuropilo  impone un modello spaziale di modulazione di ampiezza (AM) sull'onda portante. I modelli AM non esprimono  rappresentazioni delle proprietà fisiche degli stimoli, ma la conoscenza attraverso la memorizzazione degli stimoli e le situazioni del passato in cui l'apprendimento è stato rafforzato da stimoli incondizionati piacevoli o dolorosi.

Nella  fase uno ci sono due passaggi. Nel primo step, l'input sensoriale accende un gruppo di assemblee cellulari secondo la legge di Hebb, il quale incide in modo generale  sugli equivalenti recettori di una categoria formata da apprendimento per rinforzo. Nel secondo step, l'accensione del gruppo fornisce un esplosione di energia con uno sparo vigoroso, che avvia una transizione di fase da uno stato simil gassoso a diffusione random ad uno  stato simil liquido intenso, in cui tutti i neuroni della corteccia sensoriale si fissano alla fase in collettivo. L'azione di massa converge ad un ciclo limite, che si osserva come pacchetto d'onda di gamma di oscillazione [3]. Il modello AM trasportata dall'onda gamma esprime il ricordo transitorio dello stimolo che ha fatto esplodere il gruppo. I dettagli del modello AM sono determinati dalle modificazioni sinaptiche diffuse che immagazzinano le memorie permanenti dello stimolo. I dettagli sono ulteriormente modificati e aggiornati ad ogni richiamo

Un soggetto si prepara per una osservazione come ad esempio un annusare o uno sguardo postulando diversi esiti attesi possibili [3]. L'aspettativa ha la forma di un paesaggio attrattore. Ogni risultato atteso  come in una probabilità bayesiana nella  forma di un ciclo attrattore limite con un bacino di attrazione, per cui la dimensione esprime la probabilità stimata che si verifichi lo stimolo. Ogni attrattore fornisce istruzioni condensate sulla costruzione di una memoria transitoria dello stimolo dai ricordi.

Qui è dove entra in gioco la Teoria Quantistica dei Campi a livelli diversi. A livello comportamentale ed esperienziale nello stato di aspettativa il soggetto sostiene una distribuzione di probabilità dei risultati attesi.

L'atto di osservazione nel ciclo azione-percezione fa collassare  la distribuzione e la dinamica corticale converge ad uno degli attrattori con probabilità di uno. A livello cellulare emerge diffusa sincronizzazione delle oscillazioni a distanze che trascendono le lunghezze degli assoni e dendriti dei neuroni nel neuropilo.

La Sincronia è breve, dura solo da 3 a 5 cicli del vettore, in modo che le transizioni di fase possono ripetere a tassi in theta e alfa (range da 3 a 12 Hz). A livello molecolare, vi è la possibilità di mediazione della sincronia , che può comportare l'accoppiamento dei dipoli elettrici di acqua e costituenti ionici di tessuto cerebrale [2], per cui il condensato di

 Bose-Einstein è stato proposto come modello

Nella seconda fase, formazione dei concetti, le percezioni che sono campionate dalle cortecce sensoriali sono abbinate  nella corteccia entorinale, dove si osservano come "cellule di concetto" [5] in un gruppo di Hebb, che generalizza ed  innesca una transizione di fase  e seleziona un bacino di attrazione. Il modello AM risultante portato da un pacchetto d'onde viene fatto passare attraverso l'ippocampo, dove gli  viene assegnato il tempo e il luogo di ritrovamento come Gestalt multisensoriale nella memoria per tutta la vita. Nella terza fase che viene attivata dalla corteccia entorinale, la sincronia avvolge anche la corteccia frontale ed i sistemi motori.

Ciascuna delle tre fasi richiede una transizione di fase, per cui un campo globale viene creato ad alta densità di energia nel neuropilo. Sembra che in ogni transizione di fase si  formi un canale limpido di comunicazione 2-D in una zona del neuropilo, a cui ogni sinapsi o altra connessione modificata tramite il libero apprendimento, fornisce la sua piccola parte di storia ed esperienza. Se è così, allora il quadro di QFT sarà essenziale per descrivere le neuro-dinamiche del pensiero.

 

   

 

 


 

Dott. Marco Umberto Verzella

Conclusioni

   

 


 Balletto a sorpresa del Corpo di Ballo "Incongruo Rapportarsi"

 

 

 


Esercizi energetici proposti da Marco Riccò della Scuola Tao di Bologna

 

 

 


Manuel Paroletti e SpazioTesla presentano il video

"TESLA EXPERIMENT - L’ENERGIA E’ NELL’ARIA"

 

 


 Premiazioni agli amici di Spazio Tesla

 

 

 

 

 

 

Dottor Gabriele Mauri